L’invalidità civile nei  soggetti di minore età


 Nel caso dei soggetti di età inferiore ai 18 anni occorre valutare dell’esistenza o meno di difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età.

 Si tratta di un concetto  molto ampio che differisce a seconda dell’età del minore e del relativo grado di maturità, e che andrà quindi determinato caso per caso, evolvendosi le capacità del bambino con estrema velocità nei primi diciotto anni di vita.

 Nel caso di un soggetto minore riconosciuto invalido, sono previsti specifici benefici assistenziali ed economici. Tra i primi si ricordano: diritto a ricevere gratuitamente le necessarie prestazioni protesiche e ausili, esenzione dal pagamento del ticket per prestazioni farmaceutiche e specialistiche, trasporto gratuito dall’abitazione alla scuola.

 I benefici economici includono invece:

 ■■indennità di frequenza: provvidenza economica mensile a favore dei minori di 18 anni, mutilati e invalidi civili, che presentino persistenti difficoltà a svolgere i compiti e le funzioni della propria età, purché frequentino, continuamente o periodicamente, centri ambulatoriali o centri diurni, con finalità terapeutiche o riabilitative, ovvero frequentino scuole pubbliche o private, a partire dall’asilo, oppure centri di formazione e di addestramento professionale o ancora necessitino di esser sottoposti a cicli di chemioterapia in day hospital.

 La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con sentenza n. 467 del 22.11.2002, ha esteso inoltre la possibilità di fruire dell’indennità di frequenza anche ai bambini disabili che frequentino l’asilo nido. L’indennità di frequenza è stata istituita con la legge n. 289 dell’11 ottobre 1990 23 con l’intenzione di fornire un sostegno a favore di genitori o tutori di minori che, a causa della loro disabilità, necessitano di essere frequentemente accompagnati presso strutture educative o curative. La corresponsione del beneficio è limitata alla effettiva durata del corso o della cura. Il beneficio prevede specifici limiti reddituali, ed è incompatibile con ogni forma di ricovero e con altre forme di indennità (indennità di accompagnamento, indennità di comunicazione, indennità speciale per ciechi parziali).

 ■■indennità di accompagnamento: viene concessa qualora il minore, incapace di eseguirei compiti e le funzioni proprie della sua età, risulti permanentemente impossibilitato a deambulare o a compiere autonomamente gli atti della vita quotidiana, necessitando quindi di assistenza continua da parte di terzi. Gli atti della vita quotidiana a cui si fa cenno sono le funzioni elementari e fisiologiche tipiche di quell’età, si tratta in pratica di un insieme di azioni che comprende, a seconda dell’età, il vestirsi, lavarsi, nutrirsi, giocare, dedicarsi a semplici passatempi, provvedere alla propria sicurezza personale ecc. Per incapacità di deambulare si intende invece, in linea generale, l’impossibilità di estrinsecare la propria motricità con sufficiente sicurezza e in assenza di pericoli per sé o per altri.